Accessori per fotografia e studi fotografici: sfondi e luci per fotografia, guide, prezzi, migliori marche

La fotografia ci accompagna ogni giorno in ogni momento della vita, partendo dalle semplici foto scattate con gli smartphone, fino ad arrivare alle fotografie generate dalle reflex per professionisti ma anche per amatori. Per ogni foto, dietro c’è un grande lavoro che viene eseguito. Vediamo tutti i punti più salienti e le caratteristiche di questo mondo a colori, in bianco e nero, ma anche in seppia.

Il set fotografico

Per allestire un set si deve partire da cosa dobbiamo fotografare, tutto poi ruoterà attorno ad esso. Dovremo capire chi e cosa fotografare. Occorre una stanza per la manipolazione della luce, dove potremo creare un ambiente di totale buio che così potrà permettere un controllo della luce e dell’illuminazione. Importante è che le pareti siano il più possibile uniformi, principalmente devono essere di colore bianco e con una tonalità più scura.

Come allestiremo un set fotografico?

Per allestire un buono studio per set fotografici di solito si richiedono determinati elementi:

  • Un fondale, che deve essere bianco e nero, il costo parte dai low cost fino ad essere molto alti. Altrimenti potremmo optare per comprare un telo di bianco di una certa misura e lo attaccheremo con del nastro adesivo spesso alle pareti della stanza;
  • Le luci, meglio se in soluzione fissa perché sono quelle ad avere la migliore luce naturale e idonea alla scena. Se volessimo avere un’illuminazione perfetta dovremo munirci di almeno 2 fari. Altrimenti, come soluzione più economica potremmo optare per dei flash.
  • Il riflettore, esso può sostituire una luce o un flash, soprattutto se quest’ultima è sufficientemente potente.
  • Gli stativi, sono fondamentali, ne servono almeno due o tre ci circa due metri l’uno per poter avere un buon set.
  • Gli ombrelli, di solito ne va utilizzato uno per un singolo punto di luce, i colori poi sono scelti in base alle necessità.
  • Il treppiede, è particolarmente utile se si scatta con la luce disponibile attraverso la finestra.
  • Agganci per stativi, si parla di flash, luci o ombrelli che vanno agganciati sugli stativi.
  • Un softbox, serve se vogliamo manipolare meglio la luce se non si utilizzano ombrelli.

Dopo aver acquistato tutte queste cose avremo il nostro set al completo. L’illuminazione dovrà essere priva di ombre, puntando almeno un faro verso il soffitto.

Fare fotografie di qualità

Esistono delle regole per eseguire delle foto di qualità, verranno elencate così da sciogliere ogni dubbio:

  • Si inizia dall’impostare la risoluzione della fotocamera per scattare foto di alta qualità con la massima risoluzione possibile.
  • Partiremo con le impostazioni automatiche. L’impostazione più utile è “Programma” o “P” sulle reflex digitali.
  • Importante è tenere l’obiettivo libero da tappi, cinghie o altri ostacoli.
  • Impostiamo il bilanciamento del bianco.
  • Imposta una velocità ISO più bassa.
  • Componiamo l’inquadratura con cura. Inquadreremo i punti d’interesse principali della scena lungo le linee che dividono la foto in “terzi”.
  • Mettete a fuoco. Utilizzeremo la messa a fuoco automatica della fotocamera.
  • Dovremo trovare l’equilibrio tra ISO, velocità dell’otturatore e apertura. L’ISO è la sensibilità della fotocamera alla luce, la velocità dell’otturatore determina il tempo necessario per andare a scattare la foto, infine l’apertura è la misura della dilatazione del diaframma della fotocamera. Andando a bilanciare queste opzioni, eviteremo il rumore generato da alti valori di ISO, come anche la sfocatura prodotta da basse velocità dell’otturatore e gli effetti collaterali di profondità di campo provocati da un’eccessiva apertura.

Tipologie di fotografie

Stileremo una lista di tipi di fotografie più utilizzati che potrete eseguire seguendo sempre le indicazioni sopra elencate, vediamo:

  • Fotografia digitale, a differenza della fotografia analogica, dove si effettuava sviluppando il rullino, quella digitale avviene in camera e poi con programmi.
  • Candid fotografia, sono le foto “rubate” per strada.
  • Foto paesaggistica, sono tutte le foto che mettono in mostra la natura di un luogo.
  • Fotografia naturalistica, sono tutte le foto che ritraggono la flora e la fauna, che spesso vengono utilizzate anche sulle riviste.
  • Fotografia subacquea, sono le foto scattate alla fauna ittica.
  • Fotografia paesaggio marino, tutte le foto scattate al mare, quali spiagge, mare e onde.
  • Fotografia notturna, scatti in presenza di luci artificali, poiché spesso effettuate in situazioni di poca luce.
  • Fotografia delle nuvole, sono foto fatte alle formazioni nuvolose, vengono utilizzati molto il bianco e nero.
  • Foto storie, realizzate dai giornali o dalle riviste, non si altera mai la natura dello scatto.
  • Street photography, le foto fatte in città.
  • Foto in bianco e nero, sono spesso le foto più belle, il bianco e nero può anche coprire errori fotografici o rimediare al rumore.
  • Foto di moda, occorre una grande preparazione tecnica.
  • Fotografia pubblicitaria, la vendita dei prodotti attraverso delle foto.
  • Foto ritratto, occorre conoscere bene l’utilizzo delle luci.

Luci per studi fotografici

Per allestire il set fotografico, ci servono delle luci ottime, non sempre sono molto economiche, ma tramite Amazon si possono trovare tantissime proposte. Adesso scopriremo tutte le tipologie di luci che esistono per un set e come utilizzarle. Sia per entry level che per professionisti. Le luci sono indispensabili per definire i dettagli e il “mood” di qualsiasi soggetto ripreso. Vedremo i kit di luci che esistono e nel dettaglio le singole luci.

La luce principale

La luce primaria è quella che va a determinare l’effetto dell’immagine, in base a questa luce tutte le altre si devono adattare. Non è la luce più potente ma la più importante. L’effetto che viene creato dalle luci artificiali deve essere il più possibile simile alla percezione che noi abbiamo della luce naturale. In studio, per ottenere un effetto naturale, dobbiamo avere una sola ombra proiettata, due ombre vicine e nette vengono percepite come innaturali. Occorre posizionare una luce alta, laterale, spesso a 45° rispetto all’asse verticale del soggetto.

Luce frontale

La luce si trova in asse rispetto all’apparecchio fotografico, quindi va ad illuminare il soggetto frontalmente, in modo più o meno diretto. Il contrasto della luce è basso, la luce risulterà piatta, cioè non produce ombre che possano andare a valorizzare la tridimensionalità del soggetto. Ecco che la luce frontale, permette la resa cromatica molto fedele alla realtà, a parte qualche riflesso su superfici lucide. Di contro, questa luce ci darà poca corposità e profondità al soggetto. Luci frontali tipiche sono i flash portatili e il flash anulare.

Luce laterale

Su questo frangente, la sorgente luminosa è posta a lato della fotocamera, l’illuminazione è sempre frontale ma le ombre sono più profonde, ma il contrasto è maggiore. Questa luce viene utilizzata principalmente perché consente una resa cromatica molto buona ed evidenzia in maniera molto efficace la tridimensionalità del soggetto.

Controluce

Questa sorgente è posta dietro al soggetto, proietta le ombre verso la fotocamera. Il contrasto del soggetto necessita di una schiarita, difatti questa luce da sola si utilizzerà difficilmente ma si può utilizzare come luce ad effetto per aggiungere la profondità all’immagine.

Luce dall’alto

La fonte luminosa viene posta in alto sul soggetto, è una direzione molto utile in fotografia, si possono creare le ombre che descrivono bene le texture del soggetto. Quando il soggetto è in questa posizione spesso viene usata con l’aiuto di una softbox grande per illuminare uniformemente tutto il set e schiarire le ombre.

Luce dal basso

La fonte luminosa si trova sotto al soggetto, è una luce innaturale, che difficilmente in natura un soggetto riceve luce dal basso. Questa luce dal basso viene usata poco, può essere utile per avere gli effetti di profondità o per eliminare le ombre su un piano traslucido.

Morbidezza della luce

Tramite la morbidezza, la luce può essere modificata oppure no, vediamo nel dettaglio le tipologie:

  • Luce diretta o concentrata, qui la luce diretta viene prodotta da una lampada priva di filtri, però è consuetudine che si vada a concentrare la luce tramite l’uso di parabole di alluminio o con lenti fresnel.
  • Lente di fresnel, questa lente serve per produrre un fascio di luce che può circoscrivere la zona del set che si vuole illuminare.
  • Faro spot, questo è un fato che produce un fascio di luce assai concentrato, esso può addirittura proiettare delle forme, delle immagini, o andare a produrre un’ombra nitida che descriva perfettamente la silhouette del soggetto sul fondo.
  • Le parabole e i riflettori, essi servono per andare a ridurre l’ampiezza del fascio luminoso e per consentire di illuminare zone più o meno ampie, a seconda della loro grandezza. La luce diretta delle parabole è sempre da evitare, dato che va a produrre delle ombre troppo nette, è quindi sempre meglio diffondere leggermente il fascio luminoso con gelatine frost. La luce diretta serve a mettere in risalto le forme, i rilievi e le texture del soggetto, ma va a creare ombre nette e spesso dei fastidiosi riflessi.
  • La luce diffusa o indiretta, essa si può ottenere in due modi, sia illuminando andando a illuminare il soggetto con la luce che viene riflessa da una superficie opaca, magari bianca, sia andando a filtrare con una superficie traslucida il fascio di luce. Esistono dei teli e dei pannelli diffusori che sono appositamente prodotti per questo scopo. Divengono molto utili anche le gelatine frost, che a seconda della gradazione permettono un’effetto di diffusione più o meno marcato.

Altre curiosità e consigli

Ci sono molto fotografi professionisti che utilizzano gli ombrelli o le softbox per produrre tipi di luce diffuse o indirette, che sono molto amate perché producono ombre morbide, vanno a descrivere bene i soggetti, saturano i colori, minimizzano la texture, creano riflessi gradevoli.

Luce di schiarita o riempimento

La fotografia pubblicitaria deve descrivere bene l’oggetto fotografato, ecco perché è importante avere un’illuminazione che non lasci alcune parti del soggetto troppo scure o troppo chiare. Il compito della luce di schiarita è esattamente quello di abbassare il contrasto, di rendere visibili i dettagli anche nelle ombre. Infatti, per questo scopo si possono utilizzare le luci diffuse, i pannelli riflettenti e gli specchi. Per i pannelli di schiarita si possono utilizzare dei pannelli in materiale polistirolo espanso, ma anche appositi riflettori per l’uso fotografico di telo bianco o cartoncini ricoperti di carta stagnola.

Esposizione e bilanciamento del bianco

Misurare correttamente la quantità di luce è fondamentale per andare ad ottenere un’esposizione adeguata e per bilanciare in maniera corretta la potenza luminosa dei punti di luce. Se utilizzeremo delle luci continue possiamo, poi, impiegare l’esposimetro che si trova integrato nella macchina fotografica. Dovremo settarlo in modalità spot, andando a puntare sulla parte del soggetto che ci interessa esporre, successivamente sulle luci e sulle ombre per andare a valutare il contrasto. Per far sì che il calcolo dell’esposizione ed il bilanciamento del bianco ci sia al momento dello scatto e ci sia in postproduzione, è una buon idea usare un target di riferimento. Basta che si vada a inserire il riferimento nel primo scatto e poi lo potremmo utilizzare in postproduzione per valutare l’esposizione e il bilanciamento del bianco. Sempre consigliato utilizzare un esposimetro esterno a luce incidente, perché è indispensabile per l’utilizzo delle luci flash.

La gabbia di luce per l’illuminazione

La gabbia di luce si può ottenere circondando il soggetto su tutti i lati, eccezione fatta per il lato dell’obiettivo, con stoffa traslucida, teli diffusori, carta da ingegnere o gelatine frost e poi disponendo le luci all’esterno della gabbia. Per ottenere una luce diffusa che sia omogenea e che descriva bene il soggetto di solito bastano due o tre luci poste ai suoi lati e sopra di esso. Invece, per dare maggiore tridimensionalità al soggetto, si può regolare in maniera differente la potenza delle luci, andando a ridurre la potenza della luce di schiarita. Questa tecnica d’illuminazione è semplice ed efficace per le foto di catalogo. Questa descrive molto bene il soggetto, perché riproduce l’illuminazione omogenea con ombre morbide e tenui. In più presenta un’ottima riproduzione dei colori e la possibilità di poter controllare i riflessi generati dalle superfici riflettenti.

L’importanza dell’ombrello

Quando andremo a scattare delle foto per fare i ritratti, e vogliamo ottenere una luce omogena, è importante utilizzare gli ombrelli. L’ombrello è l’accessorio necessario, che non può mancare perché è economico, costa molto meno dei softbox. In più è anche leggero, sono versatili e pratici. Di ombrelli ne esistono due tipologie, gli ombrelli traslucidi e opaci. Ma oggi sono stati inventati anche gli ombrelli convertibili, ombrelli parabolici e gli ombrelli softbox.

Ombrello riflettente

Con questo ombrello la luce rimbalza internamente andando a raggiunge il soggetto con un fascio più ampio e molto morbido rispetto alla luce diretta del flash. La luce riflessa è una luce morbida, dato che l’angolo di propagazione della stessa è generata dalla riflessione e quindi naturalmente in modo esteso. Il tessuto interno dell’ombrello può essere: bianco, argentato o dorato, in base al colore dipendono gli effetti:

  • Se si ha l’interno bianco, esso darà un effetto più diffuso e meno potente, senza variazioni di colore;
  • Se si ha l’argento, esso darà la riflessione neutra e una luce più brillante.
  • Se si ha l’oro, esso tende a scaldare la luce per esaltare l’incarnato.

Ombrello traslucido

L’ombrello traslucido funziona in modo opposto rispetto a quello riflettente. La parte esterna dell’ombrello viene puntata verso il soggetto, quindi la luce del flash lo attraversa per essere più diffusa, soffice e omogena. 

Ombrello convertibile

Nuove inventive, come l’ombrello detto ibrido, ovvero assolve le funzioni sia dell’ombrello trasparente, che traslucido. Questo ombrello è traslucido e ricoperto con un telo nero. Se si mantiene il telo sopra l’ombrello, questo può essere utilizzato come riflettore bianco. Invece, se si rimuove il telo, l’ombrello diviene, a tutti gli effetti, un diffusore traslucido.

Ombrello parabolico

Eccoci agli ombrelli parabolici, questi rispetto ad un ombrello normale hanno una curva che è più profonda e solitamente ha dimensioni maggiori degli ombrelli classici. Queste tipologie di ombrelli hanno anche più lati rispetto ad un ombrello normale. La luce che viene emanata da questi ombrelli ha una particolare qualità avvolgente, ovvero essa può apparire più naturale rispetto a quella di un ombrello normale.

Ombrello softbox

Gli ombrelli softbox uniscono le caratteristiche dei due: il flash è puntato verso l’interno riflettente dell’ombrello, ma la luce che è riflessa attraversa anche un pannello diffusore prima di raggiungere il soggetto.

Forma e dimensione dell’ombrello, quali deve avere?

In base alla forma e alla dimensione dell’ombrello,  si caratterizzano degli effetti diversi, poiché un ombrello di maggiori dimensioni darà una luce più ampia e soffice, ma diventa indispensabile una maggiore potenza del flash.

Quando si usa l’ombrello?

L’effetto morbido che è una caratteristica dell’ombrello, serve per permettere che questo accessorio risulti utile in tutte le occasioni in cui ne abbiamo bisogno per fotografare un soggetto con una luce tenue. Ma va detto che l’ombrello non si associa molto spesso con i materiali non riflettenti perché su questi si vede la forma dell’ombrello riflessa. L’ombrello può essere utilizzato per colorare le ombre con una luce secondaria. Che significa? Se utilizziamo una gelatina nel bulbo del flash, con una potenza ridotta, questo ulteriore punto luce può colorare le ombre, l’effetto avuto va a riscaldare la foto, conferendo toni solari alla foto, come se fosse stata scattata in natura. Infine, la luce che viene prodotta con un ombrello non è puntiforme, quindi, la propagazione è proporzionale al diametro dell’ombrello stesso.

Tipologie di fotocamere

Per eseguire tutte queste operazioni, sicuramente dovremo avere una macchina fotografica che permetta di fare foto. Per cui, vedremo i modelli più conosciuti:

  • Fotocamera a visione diretta, si caratterizza per il suo mirino del tutto autonomo rispetto all’ottica. Il campo di ripresa è diverso da quello dell’inquadratura, e questo causerà problemi nell’ambito della composizione. Di solito queste fotocamere sono contenute e dotate di obiettivo fisso senza messa a fuoco. Esempio classico sono le usa e getta.
  • Fotocamera a telemetro e ottica intercambiabile, queste sono delle macchine fotografiche rare. Producono all’interno del mirino due immagini che si sovrappongono. Nel momento in cui la sovrapposizione è perfetta allora avremo la messa a fuoco perfetta. Si chiama telemetro ed è molto importante in condizioni di scarsa illuminazione.
  • Fotocamera compatta, sono i classici tipi di macchine fotografiche comuni, presentano un un sensore fotografico decisamente più piccolo di quello usato nelle reflex. Sono ad ottica fissa e dotate di zoom. Inoltre, ci sono delle varianti di modelli che permettono allo zoom di muoversi al di fuori del corpo macchina. Mentre, altra variante è quella che hanno una dimensione molto ridotta, dato che lo zoom presenta un movimento di specchi all’interno del corpo macchina stesso. Ma hanno grossi problemi di luminosità rispetto alle equivalenti con zoom esterno.
  • Fotocamera bridge, presentano una qualità di immagine paragonabile alle compatte, ma garantiscono il pieno controllo dei comandi. Gli svantaggi di questa macchina si trovano nel ritardo di risposta allo scatto, obiettivi non intercambiabili, dalle dimensioni da reflex e una luminosità scarsa.
  • Sviluppo immediato, conosciamo tutti la Polaroid, sono dotate di stampante integrata. Presentano ottiche fisse e sono quasi del tutto automatiche, oltre che costose a causa dei materiali che si consumano.
  • Reflex, queste fotocamere fanno sì che l’immagine inquadrata dall’obiettivo si rifletta tramite uno specchio che si trova dinanzi l’otturatore, girata dal pentaprisma. Sarà poi proiettata sul visore oculare. Le reflex sono inoltre dotate di un sensore generoso che permette a chi fotografa di agire su qualunque parametro di scatto. Dotate di ottiche intercambiabili e di funzioni come la messa a fuoco motorizzate.
  • Fotocamere mirrorless, questa tipologia di macchina fotografica è l’ultima che arriva fino a noi, si tratta di macchine fotografiche dal corpo compatto ma con il sensore di una reflex half frame. Risultano essere prive di mirino ottico, va impiegato il display per inquadrare, addirittura ci sono modelli che presentano il mirino digitale. Sono sicuramente più veloci delle semplici reflex perché sono prive dello specchio e del suo movimento. Ma la qualità finale al momento non è paragonabile a quella delle altre fotocamere.
  • Fotocamere lomografiche, raramente si sente parlare di questa tipologia di fotocamera, ma possiamo dire che si tratta di macchine fotografiche analogiche molto di moda ai giorni nostri. Sono nate principalmente come delle macchine vintage con il comparto pellicola non più a tenuta di luce. Possono combinare le infiltrazioni di luce con una pellicola vecchia e scaduta. Ma le macchine lomografiche possono produrre delle foto che sono ai confini del surrealismo, con colori che variano molto da quelli della realtà. Assomigliano alle prime che abbiamo menzionato, ovvero quelle con il mirino galileiano.
Valentina Bindi

Appassionata della lettura e dell’arte. Amante della scrittura. Scrivo dai periodi delle medie, ma dopo il liceo ho iniziato a perfezionarmi. Ho collaborato con qualche casa editrice, due pubblicazioni certificate e molte altre in self.  Da sempre ho creduto nella passione per la scrittura degli articoli. Sono felice di poter scrivere articoli su più temi.

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